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Cos’è il Makotokai

Makotokai  significa semplicemente  “gruppo Makoto” inteso come aggregazione di persone e Makoto significa sincerità.
È caratterizzato dalla libertà di pensiero ed è contrario a considerare il Karate come immutabile ed uguale a se stesso.
Vuole rappresentare velocità, potenza, leggerezza, stabilità. Da quando è iniziata la sperimentazione Makotokai si sono manifestati risvolti di gioia di fare, atteggiamenti entusiastici,  disponibilità alla socializzazione e soddisfazione. Gli obiettivi primari perseguiti sono il benessere complessivo della persona, l’efficacia nell’azione intesa come ricerca delle possibilità di ciascuno senza il mito dello spirito di sacrificio estremo. La pratica del Makotokai prevede il contatto diretto tra i praticanti, effettuato con modalità gentili (Sonkey) oppure contro i colpitori se eseguito con forza. Vengono praticate le rotture di materiali (Shiwari) a partire dai gradi più bassi.
Tutto questo al fine di pervenire ad un totale controllo dei colpi che sono sempre dosati nella forza ed esatti nel punto di applicazione. Dunque senza alcuna possibilità di fare e farsi male durante la pratica, ma con l’opzione di poter attuare un intervento più duro se si rendesse necessaria la difesa da un attacco violento. Finora il Karate era caratterizzato dall’essere uno sport di combattimento che non colpiva niente, scollegato tra i fondamentali e la pratica, dunque poco efficace nella realtà e molto traumatico in gara.  Proprio per questi motivi molti praticanti si sono rivolti a discipline affini di maggior soddisfazione. Ora c’è l’intenzione di correggere questi errori.

Vi invito ad un fiducioso cambiamento inteso come ritorno alle più efficaci tecniche del "padre Samurai interpretate dal figlio che oggi va a scuola con il computer sottobraccio".
Bisogna ricordare che chi ha paura di cambiare non può realizzare niente. Chi cede alla pressione senza più ragionare, dicendo sempre di sì, sentendosi sicuro solo nella tradizione immobile, sarà costretto ad arretrare sempre. Conserverà magari i suoi titoli, la sua vita, il suo ruolo, ma non sarà mai in grado di diventare autonomo, dovrà sempre obbedire.
Chi non sa combattere e cambiare diventa servo. Questo si vede in molte palestre dove si eseguono sempre gli stessi esercizi anche se c’è il dubbio che facciano male.
In queste palestre mancando le motivazioni, la spinta a crescere ed a conoscere, chi pratica non raggiunge mai alcuna autonomia. Quello che avviene agli individui avviene alle Federazioni. Ci sono Federazioni divise, litigiose, incapaci di combattere, senza slancio ed orgoglio. Altre invece sono in espansione, creative, fiere, orgogliose della propria cultura ed identità, pronte a cambiare ed a rischiare per degli ideali trasparenti e chiari.
Quando si spegne quest’energia vitale si spengono creatività ed intelligenza. Per questo il nuovo metodo Makotokai si propone di rivitalizzare il Karate tornando alla pratica originale, portando i praticanti all’autonomia ed alla soddisfazione.

 
Maestro Paolo Bolaffio c.n. 8° dan - Soke del Karate Makotokai



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